Separazione, Lutto, Eventi di vita traumatici

D.SSA CHIARA BULGHERONI – PSICOLOGA CLINICA, ISTRUTTRICE MINDFULNESS

SEPARAZIONE, LUTTO, EVENTI DI VITA TRAUMATICI

SEPARAZIONE

La separazione è a tutti gli effetti un trauma che deve essere elaborato sia per chi prende tale decisione che per chi la subisce.
Da un punto di vista psicologico la perdita del partner viene paragonata all’esperienza del “lutto”, è come una ferita, il cui processo di cicatrizzazione richiede tempo e fatica.

A seconda del modo in cui è stata gestita la conflittualità e la conseguente separazione, Gli effetti sulla vita familiare presente e futura saranno diversi.

 I figli potrebbero reagire a questo momento di transizione con una forma di chiusura, un momento di grande insicurezza. Il futuro diventa indefinito, la paura e l’ansia d’abbandono possono mescolarsi a sentimenti di colpa per la separazione dei genitori. Potrebbero richiedere un sostegno psicologico che li aiuti contestualizzare questo momento, permettendo l’emergere delle insicurezze e aiutandoli a gestire l’incertezza e la sofferenza che inevitabilmente vivono.

I genitori possono richiedere un sostegno psicologico per elaborare la separazione, ritrovare la propria forza e definire un ruolo genitoriale diverso da quello coniugale, dato che anche se quest’ultimo volgerà al termine, il primo andrà avanti per tutta la vita. La separazione infatti non sancisce la fine della genitorialità.

LUTTO

Quando muore una persona che amiamo sperimentiamo cosa sia realmente la morte. L’esperienza forte della morte di chi si ama ci mette di fronte alla necessità di elaborare il lutto, un lavoro psichico che investe la persona e si compone di diverse fasi:

  1. Torpore, stordimento e perdita di lucidità: alla notizia della morte di una persona cara molte persone sperimentano difficoltà nel realizzare l’accaduto e riversare in uno stato di torpore e stordimento.
  2. Struggimento e crisi: è la fase in cui si realizza ciò che è accaduto. E’ la fase della tempesta emozionale che vede alternarsi sentimenti diversi: ansia, tensione, rabbia, confusione. L’ansia può aumentare fino a scatenare attacchi di panico e/o crisi di iperventilazione.
  3. Disorganizzazione e disperazione: Con il passare del tempo l’intensità e la frequenza degli attacchi di dolore diminuisce mentre si rende più evidente apatia e disperazione. La persona fatica ad elaborare il suo futuro e manifesta una sensazione di distacco dal contesto sociale.
  4. Riorganizzazione e recupero: In questa fase lo stato d’animo migliora, iniziano attività rivolte al futuro; inizia a prevalere una nuova visione del mondo che si affianca alla precedente.

Quando perdiamo una persona che amiamo il cambiamento non riguarda solo una porzione temporale della nostra vita, ma riguarda tutta la nostra vita.

La morte di una persona cara mette in crisi la nostra identità e le nostre certezze. Elaborare il lutto vuol dire essere in grado di costruire una nuova struttura di significato alla nostra esistenza, recuperare e rafforzare il significato autentico di ciò che è stato perduto, e renderlo rilevante per la nostra vita passata, presente e futura.

A volte questo passaggio è impedito dalla società odierna dove sembra non ci sia posto più per il lutto, per una fase emotiva che è indispensabile per salutare dentro di noi una persona o una situazione. Troppo spesso questo momento così importante sembra essere catturato dalla velocità con cui tutto deve essere eseguito (lavoro, impegni, etc.) che non concede più spazio ai tempi necessari per arrivare all’accettazione dell’assenza definitiva della persona cara.

E’ dunque fondamentale dal punto di vista psicologico poter attraversare le varie fasi ed emozioni legate al lutto perché, se ciò non avviene, la persona può trovarsi congelata in una di esse e andare incontro al deterioramento della proprie relazioni e del proprio stato emotivo, sviluppando un grado di sofferenza che lo imprigiona per anni e a volte per sempre.

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