Ossessioni e Compulsioni

OSSESSIONI E COMPULSIONI

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è uno dei disturbi d’ansia più frequenti ed è generalmente caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. 

 

Le ossessioni – che si manifestano ripetutamente nella mente del soggetto – sono percepite come intrusive e sgradevoli. Il contenuto di queste ossessioni – che si manifestano attraverso pensieri, immagini mentali o impulsi di varia natura causano un notevole disagio nella persona. Tali fenomeni mentali vanno distinti dalle normali preoccupazioni circa le problematiche di vita quotidiana, le quali non sembrano eccessive e irrazionali, ma si riferiscono a rischi reali, riconosciuti unitamente come tali. Nel linguaggio comune tali ossessioni sono definite spesso come fissazioni mentali, manie compulsive o di controllo.

I sintomi ossessivi più frequenti sono i seguenti:

  • Idee di contaminazione: timore dello sporco, di agenti infettanti o cancerogeni, di veleni o insetticidi. Si tratta delle ossessioni più frequenti.
    A fronte di tali ossessioni la persona mette in atto una serie di rituali – lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione – volti a neutralizzare l’azione dei germi e a tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio o a liberarsi dalla sensazione di disgusto e ansia.
  • I dubbi ossessivi e di controllo: timore di non aver eseguito in modo corretto azioni quotidiane (ad esempio chiusura del gas, della luce elettrica, dell’acqua etc…) a preoccupazioni di ordine morale, religioso, ecc. Le persone che ne soffrono tendono a controllare e ricontrollare sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver fatto qualcosa di male; oppure a scopo preventivo, per essere sicuri di aver fatto il possibile per prevenire qualunque possibile catastrofe.
  • Idee di simmetria, la necessità di ordine:la necessità di compiere determinati comportamenti in maniera simmetrica o bilanciata; il bisogno di verificare che gli oggetti siano disposti in un dato ordine. Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico, perché ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità.

Le compulsioni, dette anche rituali, sono invece dei comportamenti ripetitivi (es. riordinare e pulire, lavarsi continuamente mani, controllare più volte se una certa azione è stata compiuta, toccare un oggetto, collezionare oggetti, ecc.) o delle azioni mentali (es. ripetere una sorta di formule superstiziose, contare ripetutamente, pregare, ecc.
Tali azioni sono messe in atto per ridurre il senso di disagio e l’ansia provocati dai pensieri ossessivi.

I sintomi compulsivi osservati più frequentemente sono:

  • rituali di controllo: es. aver chiuso le porte e le finestre di casa, il rubinetto del gas e dell’acqua, la saracinesca del garage o l’armadietto dei medicinali; di aver spento i fornelli o altri elettrodomestici, le luci in ogni stanza di casa o i fari della macchina, di aver chiuso la macchina, di aver contato bene i soldi.
  • rituali di pulizia/lavaggio: es. lavarsi ripetutamente le mani, impiegare tantissimo tempo per fare una doccia, pulire minuziosamente la propria casa, ecc.
  • accumulo di oggetti: la persona non ritiene necessario disfarsi di oggetti anche del tutto inutili come carta straccia, in quanto permane il pensiero che potrebbero buttare via qualcosa di utile.
  • lentezza e indecisione paralizzante: es. bisogno di compiere azioni comuni del vivere quotidiano con estrema lentezza a causa del dubbio e della notevole insicurezza; in questi casi, attività che richiederebbero anche pochi minuti per la loro esecuzione, possono trascinarsi per ore “bloccando” completamente il soggetto.

 

Chi soffre di questo disturbo ossessivo-compulsivo è spesso così spaventato e stremato dai continui rituali legati alle ossessioni che cerca di evitare tutta una serie di situazioni, poiché teme che possano innescare questo tipo di pensieri. Gli evitamenti, a lungo andare, possono causare una serie di limitazioni sia nella vita sociale che lavorativa.

Top